Firmam3nt – Firmament

FIRMAM3NT

Firmament (2016)

Nooirax Producciones

Arriva dalla Spagna un nuovo progetto strumentale che indaga le varie facce del post metal, del progressive metal, dello sludge e del doom creando una miscela plumbea, imprevedibilmente intima e allo stesso tempo esplosiva. Jorge Santana (batteria), Alberto Garcia (chitarre), Txus Rosa (chitarre) e Sergio González (basso), sono loro i “proprietari” del marchio Firmam3nt Firmament, invece, è il loro debut album.

Registrato dal vivo in pochissimi giorni (tra il 23 e il 26 marzo 2016), il disco, caratterizzato dal cupo e criptico artwork di Alberto Garcia, si sviluppa attraverso quattro lunghi brani dedicati ai quattro punti cardinali, quattro rotte sonore solo idealmente divergenti ma che, nella realtà dei fatti, hanno molti punti in comune e rispecchiano pienamente gli intenti della band.

Nei suoni dei Firmam3nt si ritrovano tutte (e non solo) le influenze candidamente confessate dal quartetto spagnolo: dai Porcupine Tree agli Opeth, dai Toundra ai Division By Zero, passando per Black Sabbath, Explosions in the Sky, Caspian e tanto altro ancora.

Si parte con North. Dopo un avvio granitico e a tratti sabbathiano, con i colpi pachidermici di Santana a contendere la scena alle laceranti chitarre, e un breve segmento delicato affidato soprattutto all’intreccio di arpeggi e con un “chiassoso” González sullo sfondo, il brano letteralmente deflagra. Un vortice nero, una spirale asfissiante fatta di ritmiche tiratissime e distorsioni affilate avviluppa l’ascoltatore abbandonandolo tramortito solo dopo un tempo incalcolabile. E come se nulla fosse accaduto, negli ultimi minuti il tutto si assopisce (anche se il velo scuro persiste). Un risparmio di energie utili per il “colpo di coda”.

East ci accoglie con la sua gran dose di violenza, sulla falsariga di quanto ascoltato precedentemente (stesso dicasi anche per i momenti in cui dal “bastone” si passa alla “carota”). Con il secondo brano i Firmam3nt si dimostrano nuovamente abili nel mutare repentinamente la propria doppia veste, perlustrando prog e post metal in tutti i suoi anfratti. I fan degli Isis apprezzeranno.

West parte relativamente in sordina, con un’andatura e dei suoni che richiamano l’alternative dei Verdena di “Solo un grande sasso”, ma è solo, appunto, l’inizio. Ben presto basso e batteria danno il via alla propria marcia spronando le chitarre: la collisione non tarda ad arrivare e il risultato è dirompente. Molto interessanti i frangenti caustici alla Tool, mentre in alcuni momenti non vi è affatto “riparo” dai colpi.

Accantonate le soluzioni metal per un paio minuti, i Firmam3nt, con South, si lasciano trasportare dalle onde estranianti e magnetiche alla Explosions in the Sky. Poi le ritmiche si ergono trascinatrici mentre le distorsioni di Garcia e Rosa intensificano i propri giri, prima di piombare in una calma irreale guidata da un tenero arpeggio. E le emozioni si susseguono senza sosta lungo i quasi tredici minuti del brano, dalle soluzioni hard alle “ricadute” tenui, passando per i crescendo voluminosi e il turbinio (e l’imprevisto piano) finale. Davvero una chiusura degna di nota.

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