Secret Tales – L’Antico Regno

SECRET TALES

L’Antico Regno (2014)

Black Widow Records

Il 9 aprile 2014 è uscita l’opera prima dei Secret TalesL’Antico Regno. Questo nuovo progetto “targato” Black Widow Records vede tra le proprie fila Tiziana “Princess” Radis (musiche, testi, voce, cori, chitarra, liuto, arciliuto, bodhran, percussioni), Roby Tav (musiche, arrangiamenti, tastiere) e Giancarlo “Zepi” Gabbanella (chitarre, basso).

Il trio s’è avvalso, inoltre, della collaborazione di alcuni musicisti del “team Black Widow”: Andrea Cardellino alle chitarre (L’Impero Delle Ombre, Witchfield), Enio Nicolini al basso (The Black, Akron, Unreal Terror, Sloe Gin) e Gianluca Bracciale alla batteria (The Black), oltre a Kristina Allram al flauto e Gianni Musy (attore e doppiatore recentemente scomparso che, nella sua lunga carriera, ha prestato la voce, tra gli altri, anche a Gandalf de Il Signore degli Anelli e Albus Silente in Harry Potter).

Semplicemente guardando la copertina “fantasy-esoterica” del disco, realizzata da Mago Merlino (si, proprio così!), s’intuisce il tipo di viaggio che andremo ad affrontare con l’ascolto de L’Antico Regno: attraverseremo i territori di un regno situato in un altro tempo e un altro spazio, conosceremo figure giullaresche e principesse, unicorni, streghe, fate e aliene, vivremo momenti di pace e guerre.

Per dar vita a questo scenario fantastico i Secret Tales utilizzano elementi folk, prog e gothic creando una musica atmosferica e “fosca”, resa tale soprattutto dalle solide tastiere di Roby Tav e arricchita dai testi “leggendari” brillantemente interpretati dalla mutevole voce di Tiziana Radis. È un album che si muove tra atmosfere alla Dunwich o Sophya Baccini, con spruzzate di Goblin e Antonius Rex, un lavoro che va ad arricchire il filone “oscuro” molto caro all’etichetta.

Stargate. L’avvio de L’Antico Regno è sontuoso e sinfonico. La chitarra penetrante, la batteria marziale, i cori intensi e il leggiadro liuto sembrano uscire direttamente da Passio Secundum Mattheum dei Latte e Miele.

Con Il Menestrello facciamo un salto in piena corte medioevale/rinascimentale e la cantastorie Tiziana Radis ci introduce all’Antico Regno: Voi non sapete / ma or ora saprete / poscia narrarvi vorrò / Son menestrello e cantar vi saprò / di un Antico Regno il cui nome non so […] / Sono un artista e vi narrerò / dell’Antico Regno dove vi porterò / nell’Antico Regno io vi condurrò!.

Protagonista de L’Antico Regno è soprattutto la voce ispirata della Radis che si adatta perfettamente alle oscure fondamenta sonore create dal gruppo: dai segmenti più lenti con le tastiere in evidenza, alle rapide accelerate con doppia cassa e chitarre distorte un po’ alla Dunwich. Ospite d’eccezione Gianni Musy, sua la voce del re nel racconto d’inquietudine e guerra.

Un groviglio di voci, urla, risa, ci accoglie ne Il giullare. Poi il brano si sviluppa sotto forma di cupa ballata malinconica in cui veniamo a conoscenza della triste storia del buffone di corte, costretto, per “mestiere”, a divertir le dame e i nobili tutti con canti e balli, ma destinato a sparire nella solitudine più bieca diventando il goblin più deforme e brutto al mondo. A tratti l’atmosfera richiama le opere dei C.F.F. e il Nomade Venerabile. Nel finale largo spazio al solo hard di Gabbanella.

In-Faust-o Goblin. Ancora una grande prova per Tiziana Radis grazie alle sue continue evoluzioni vocali, mentre i compagni creano una struttura dalle forti tinte gothic.

Più solenne e atmosferico dei brani precedenti è Il canto delle sirene. A tratti delicata, a tratti decisa, la composizione viaggia su un filo umorale intenso. Avvolgenti i vocalizzi della Radis, intriganti le percussioni e le tastiere, soffici gli intrecci di “corde” finali.

Con Rex Introduxit Puellam (L’incontro sublime) ci addentriamo su percorsi battuti spesso e volentieri da Antonio Bartoccetti. L’aria cupa, la voce maschile profonda che recita versi in latino, i cori femminili: tutto richiama quel modo di creare musica. Stacco netto nell’ultima parte quando le tastiere (archi) di Roby Tav diventano luminose e “spirituali” e sembrano uscire direttamente dall’album Come un cammello in una grondaia di Franco Battiato (vedi “Le sacre sinfonie del tempo” o “L’ombra della luce”).

Morbida ed avvolgente è PrincElfa. “Figura di spicco” ancora una volta la seducente voce di Tiziana Radis che si staglia sull’onirico tappeto che la sorregge, descrivendo liricamente l’immagine di beltà e amore della principessa: In quel mattino apparve lì, PrincElfa, / fresca rugiada si posò così / al suo struggente sguardo lui obbedì / Poi d’altri aneliti egli si nutrì / e lievemente lo coprì di lei, PrincElfa / tra quei sospiri si annunciò e lo amò! […].

Con L’unicorno lucente tornano chitarre distorte e batteria dai colpi secchi, ma l‘andatura è piuttosto cadenzata. Ancora una volta è la voce ad indicare la via, facendosi strada in un clima denso e presentando la figura salvifica dell’unicorno.

Tornano le fate. Le prime battute, con un carillon di gobliniana memoria, le tastiere fosche e i cori profondi, sembrano uscire direttamente dalla colonna sonora di un film di Dario Argento. Poi il brano continua il suo percorso emotivamente carico, con i tappeti atmosferici creati da Tav su cui si sviluppano le armonie vocali della Radis e i continui giochi chitarristici di Gabbanella.

Altro tassello nel mosaico emozionale de L’Antico Regno è Le tre (Streghe Fate Aliene). Il mix di ingredienti è quello che sinora ha svolto il suo ruolo egregiamente: stratificazioni eteree, voce cangiante, chitarra distorta centellinata, ritmiche moderate, testo “descrittivo”.

Brano molto luminoso è An ancient history: dal flauto folk alla Lingalad, suonato dall’ospite Kristina Allram, alle aperture di chitarra, passando attraverso la voce solare di Tiziana Radis, tutto contribuisce allo “scintillio” del brano. Nel finale, poi, un tocco quasi “ispirato” da un newtrollsiano Concerto Grosso impreziosisce il tutto.

Il “cerchio rinascimentale” iniziato con Il Menestrello si chiude con Saluto del cantore. Anche in questo caso i Secret Tales costruiscono un’atmosfera “vecchia di secoli”, riassumendo in parole quanto raccontato in questo lungo viaggio che ci ha portato attraverso l’Antico Regno, tra streghe et fate, nobili et giullari, serve et nobildonne, l’unicorno, il goblin, le aliene, PrincElfa, pace, guerra, battaglie et tenzoni.

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