Babau e i maledetti cretini, Il – La verità sul caso di Mr. Valdemar

IL BABAU E I MALEDETTI CRETINI

La verità sul caso di Mr. Valdemar (2019)

E Io Pago! Records

 

E infine giunse il momento di chiudere la trilogia (del Mistero e del Terrore) dedicata ad Edgar Allan Poe. Terzo ed ultimo fonodramma sgorgato dalle mani di Damiano Casanova (glockenspiel, tastiere, chitarre), Franz Casanova (voce, tastiere) e Andrea Dicò (batteria, percussioni) è La verità sul caso di Mr. Valdemar.

Fulcro della storia di Poe è il mesmerismo che, come ci spiega l’Enciclopedia Treccani, è una teoria elaborata dal medico tedesco Franz Anton Mesmer (1734-1815), il quale suppose la presenza, nei minerali e negli esseri viventi, di un «magnetismo vitale» che riteneva potesse essere usato, da individui che ne fossero eccezionalmente dotati, a fini terapeutici; tale ipotesi esercitò un certo influsso sulla filosofia naturale del Romanticismo e costituì un tentativo di spiegazione del fenomeno dell’ipnosi (per maggiori approfondimenti sul tema, e scoprirne il punto di vista del CICAP – Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze, clicca qui).

Nel suo racconto, l’autore statunitense ci riporta la testimonianza dell’esperimento di mesmerismo effettuato dal protagonista/narratore sull’amico, ormai in fin di vita, Ernest Valdemar. Per la prima volta, però, il test è eseguito in articulo mortis, ossia “all’atto della morte”. E le parole di Poe ci catapultano in quella stanza, tra le manipolazioni del narratore, la descrizione minuziosa dell’esperimento e delle condizioni fisiche della “cavia”, le sue reazioni, sino al raggiungimento di un risultato inaspettato e spaventoso e un finale raccapricciante.

La tensione, l’angoscia, il dolore, l’elemento macabro e il mistero, elementi che si fondono alla perfezione nella “penna” di Poe, nel suo eccelso stile narrativo, si rivivono totalmente nella lettura data da Il Babau e i maledetti cretini, in quella che è forse l’opera più minimalista e claustrofobica della trilogia. Un flusso sonoro che è come magma, silenzioso, lento, avvolgente, “distruttivo”, un percorso lineare ed estraniante dalla solo apparente semplicità che accompagna ogni immagine del racconto, il tutto, come sempre, gestito alla grande dai tre Babau e guidato dalla solita, impeccabile, narrazione teatrale di Franz.

Registrato, come i precedenti due capitoli (La maschera della morte rossa e Il cuore rivelatore), tra il 2009 e il 2010, anche La verità sul caso di Mr. Valdemar, come i due fratelli gemelli, giusto per non fare un torto a nessuno, è accompagnato da un nuovo, superbo artwork, una composita opera d’arte a tutti gli effetti, realizzato da Francesca Colavolpe e Fabio Ferrario, con 48 pagine che, accanto alle illustrazioni, ospitano il testo integrale del racconto (anche in versione originale in inglese) ri-editato per l’occasione.

Una versione veritiera dei fatti. Protagonista indiscusso del capitolo d’apertura di La verità sul caso di Mr. Valdemar, dopo una breve escursione in territori cosmici, è Franz Casanova. La sua narrazione è pacata, chiara, avvolgente, mentre intorno a lui leggeri suoni di glockenspiel (quasi un carillon), cigolii e lontane percussioni apportano un maggiore carico di strana serenità (anche se gli scricchiolii ci lasciano, in parte, sul “chi va là”). […] è ora necessario che io dia una versione veritiera dei fatti, nella misura in cui li comprendo. E i fatti, in breve, sono i seguenti: Negli ultimi tre anni la mia attenzione era stata ripetutamente attirata dal mesmerismo; e, forse, nove mesi or sono, mi accadde improvvisamente di osservare che tutti gli esperimenti fino a quel momento eseguiti presentavano una lacuna assai rilevante e assolutamente inspiegabile: nessuno era stato mesmerizzato in articulo mortis. […] Mentre mi guardavo attorno in cerca di un soggetto che mi consentisse di verificare questi punti, mi venne fatto di pensare al mio amico, Mr. Ernest Valdemar […].

Franz prosegue con il racconto in Diagnosi. In sottofondo, intanto, il trio pone un’ondeggiante andatura sintetica battiatiana che cresce, si amplia d’inquietudine, finché la voce si sdoppia lasciando in “stato confusionale” chi ascolta: è il referto dei due medici sulle condizioni fisiche di Mr. Valdemar. Al netto di tutti i malanni riscontrati, era opinione di entrambi i medici che Mr. Valdemar sarebbe morto entro mezzanotte. In quel momento erano le sette di sera. Parlai liberamente con Mr. Valdemar sul tema della prossima fine e, entrando in maggiori particolari, su quello dell’esperimento che mi proponevo […].

Con Mesmerismo prosegue la narrazione profonda e teatrale di Franz Casanova, questa volta avviluppata da un substrato sonoro minimale, alienante, con zampilli elettronici di matrice teutonica e un pizzico di Lino Capra Vaccina di “Antico Adagio”. Quando Franz personifica il moribondo Mr. Valdemar, in risposta alla richiesta del narratore del racconto di confermare il pieno consenso per eseguire l’esperimento, un senso di terrore cala sul brano: Sì, desidero essere mesmerizzato… temo abbiate tardato troppo. Che l’esperimento cominci allora.

Senza soluzione di continuità giunge Trance mesmerica. Proseguendo nel tragitto sonoro, però, il clima si fa decisamente più tetro, con una buona dose di rumorismo nero estraniante, e Franz, con l’interpretazione di Mr. Valdemar, “cala l’asso”. […] Mr. Valdemar, siete addormentato? Non rispose, ma notai un tremore alle labbra, e ciò mi indusse a ripetere la domanda ancora una volta. Mr. Valdemar, siete addormentato? Mr. Valdemar, siete addormentato? Quando la ripetei per la terza volta […] le labbra si mossero lentamente, e ne uscirono, in un sussurro a mala pena udibile, queste parole: Sì – Addormentato ora – Non svegliatemi – Lasciatemi morire così. Avvertite ancora dolore al petto, Mr. Valdemar? Nessun dolore – Sto morendo […].

A questo punto era opinione, o piuttosto desiderio dei medici, che si lasciasse Mr. Valdemar, senza più molestarlo, in quel suo stato di quiete apparente, finché non fosse sopraggiunta la morte, che, su questo erano tutti d’accordo, sarebbe avvenuta di lì a qualche minuto […]. Sempre più fosco, sempre più verso il baratro con l’inquietante e inquieta Dormite sempre?, finché Damiano e Franz Casanova e Andrea Dicò decidono che è giunta l’ora di “rimboccarsi le maniche” e dar fiato agli strumenti. È il caos: elettrizzante, psichedelico, magmatico, con quel tocco alla Rinunci a Satana?, l’altro “membro di famiglia”, che di certo non guasta.

Pacata giunge In articulo mortis, con i flebili ricami di Damiano che attendono di accogliere l’irrequieta voce di Franz: …Mentre registro al magnetofono, un netto mutamento va verificandosi nell’aspetto del paziente. Gli occhi roteano lentamente aprendosi, le pupille spariscono verso l’alto; […] Contemporaneamente, il labbro superiore si è contorto in un moto convulso, ritraendosi dai denti che prima ricopriva […] O mio dio, è orribile. Dottore, guardate […].

Nono v’era più, in Mr. Valdemar, alcun segno di vita; e, concludendo che egli fosse morto, stavamo per consegnarlo alle cure degli infermieri, quando venne notata una violenta vibrazione della lingua. Durò forse un minuto, trascorso il quale, dalle mandibole, rilasciate e immobili, uscì una voce che sarebbe per me follia tentare di descrivere […]. Con Ho dormito Franz Casanova va dritto per la sua strada, cavernoso, angosciante, le parole provengono da neri anfratti impenetrabili. Intanto, i compagni, si limitano ad un lungo flebile suono sintetico e a percussioni lontane ed ipnotiche, finché una terrificante voce da “Inferno dantesco” appare dal nulla: Sì – No – Ho dormito – E ora – Ora – Sono morto.

Sette mesi. Lo stato di tensione perenne de La verità sul caso di Mr. Valdemar non viene meno neanche nel penultimo episodio con il testo di Poe che rimane sempre protagonista indiscusso: Da questo momento sino alla fine della scorsa settimana, per un periodo di quasi sette mesi, ci recammo ogni giorno a casa di Mr. Valdemar. Per tutto questo tempo, restò in quello stato crepuscolare, esattamente come l’ho descritto. Venerdì scorso, infine, decidemmo di fare l’esperimento di destarlo, o di tentare di destarlo […].

Fine. Crescendo alienante e “rumoroso” di Dicò e Damiano Casanova, uno stordente e caotico flusso (a suo modo sembra omaggiare gli Einstürzende Neubauten di “Kollaps”) che fa pendant con l’orrenda voce di Franz (In nome di Dio – Presto – Presto – Addormentatemi – Oppure – Presto – Svegliatemi – Presto – Perché io vi dico che sono morto). Allo scomparire di quest’ultimo i “tocchi musicali” si quietano, Franz riprende una narrazione più “consona” e un’aria di “festa funesta” medievalizzante prende vita tra le dita del trio, mentre, di fronte al protagonista/narratore del racconto, il corpo di Mr. Valdemar si contrasse, si sfaldò, si putrefece […].

Per una vita ho inseguito la Trilogia compreso nella missione di verificarne la sublime, tremenda grandezza e di pubblicarla per rivelare al mondo questo segreto, ma da che ho avuto la possibilità di ascoltarla, la saldezza del mio proposito ha vacillato. Troppo terribile è stato l’impatto con questa musica, questo suono, questa storia […] (tratto dalla prefazione del Dr. M. Scheller).

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