TUG433

«Prendetelo!».
Circa dieci metri separavano l’inseguito dagli inseguitori. Il primo provò ad accelerare sollevando con le mani le due gambe suppletive ma l’affannosa corsa non servì. TUG433 s’arrestò di fronte alla grande laguna. La sua mente non era a conoscenza di quel particolare, la distesa di acqua melmosa verdastra che cingeva come un anello l’immenso territorio di Gulam.
Si voltò di scatto a destra e a sinistra cercando un’ulteriore via di fuga ma le sentinelle gli furono subito addosso.
A semicerchio, gli esseri bicefali avvilupparono lentamente la sagoma di TUG433, immobile.
Quando ormai tra lo schieramento armato e il fuggitivo vi erano solo pochi centimetri di luce, una voce tuonò alle spalle delle sentinelle.
«Apritevi!».
All’ordine seguì un movimento immediato e compatto, due ali simmetriche lasciarono il passo all’imponente figura di Tudol, sul suo petto nudo, tatuata, la stella ad otto punte del regno di Gulam III e le quattro barre verticali del rango di custode delle miniere.
«Tu, figlio di Gulam, come hai osato fuggire?».
«Mgh, mgh!».
«Tu hai tradito il nostro Re. I TUG non hanno diritto di vivere alla luce del sole. Sono creati per le miniere e nelle miniere devono consumare il loro ciclo di vita».
«Mgh, mgh!».
«Ciò che ti abbiamo donato ce lo riprenderemo. Addio» e con un cenno della testa Tudol diede l’ordine ai suoi uomini.
In sei, in un lampo, immobilizzarono TUG433. Con estrema ferocia ed estrema accuratezza gli esseri a due teste smembrarono la figura a quattro gambe. Schizzi di liquido giallastro seguivano ad ogni affondo nelle carni del TUG mentre ogni pezzo strappato veniva consegnato con cura nelle mani delle sentinelle spettatrici.
Meno di cinque minuti dopo sul terreno giaceva solo il cuore, galleggiante in una pozza gialla.
«Sentinelle, questi ci serviranno per il prossimo TUG. Quello, invece, buttatelo nella laguna» disse Tudol indicando l’organo ormai spento.
«Abbiamo già un nuovo cuore da risanare».

(pubblicato nell’antologia “Premio LetteraturaHorror.it 2018” – Letteratura Horror, 2018)

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